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Il miglior comfort moderno
armoniosamente inserito nel calore del tradizionale autentico

Hotel Morandi alla Crocetta, Via Laura 50 - 50121 Firenze
Tel. +39 055 234 4747 - Fax. +39 055 248 09540
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La Storia

NOTIZIE STORICHE DELLA NOSTRA STRUTTURA RICETTIVA

Su Via Laura aleggiano le memorie di due personaggi del Rinascimento: Lorenzo de' Medici, detto Il Magnifico, e Suor Domenica del Paradiso. Originariamente era una strada campestre che attraversava gli orti, chiamata Via Verzura, e poi, per corruzione, Via Ventura. Lorenzo dei Medici ebbe vaghezza di costruirvi una bella residenza e da allora la strada mutò nome chiamandosi Via Laurenziana che, per abbreviazione, diventò Via Laura.


Suor Domenica del Paradiso era invece figlia di un contadino del Pian di Ripoli, lavoratore delle terre di proprietà del convento di Santa Brigida al Paradiso.   Entrata in quel convento con il nome di Domenica del Paradiso, salì in fama di santità, ma la sua spiritualità non le impedì di dare alle sue monache una attività pratica utilissima in quel momento. Introdusse e sviluppò in quel monastero l'arte del tessuto d'oro  e d'argento, con grande successo, anche economico.

 

Per quanto Domenicana, non ebbe mai simpatie per il confratello Fra’ Girolamo Savonarola, che non citò mai nei suoi scritti. In compenso, ebbe la simpatia degli antagonisti del frate predicatore: i Medici, che le consentirono di acquistare per soli 190 Fiorini un grande terreno su un lato di Via Laura (ove ci troviamo ora). Qui, nel 1511, si cominciò ad  edificare  un  nuovo  convento  nel  quale  Suor Domenica spese 20.000 Fiorini d’oro. I Medici insomma favorirono l’installarsi a pochi passi dal convento di San Marco, ove risedeva Fra’ Girolamo Savonarola, di un altro convento dello stesso Ordine Domenicano, ma a loro fedele.

 

Papa Clemente VII, figlio di Giuliano de’ Medici ucciso nella congiura dei Pazzi, e quindi nipote di Lorenzo, fu largo di privilegi nei confronti di Suor Domenica che, dall’antico convento, veniva detta ancora del Paradiso; il convento nuovo, invece, era chiamato Monastero della Crocetta per una crocetta rossa che le monache di Suor Domenica del Paradiso portavano sul petto. Anche la strada ebbe per qualche tempo il nome di Via della Crocetta.

 

Su questa stessa strada, nel 1502, era stato fondato, da sei donne devote guidate dal canonico Marco Strozzi, un altro convento, quello di Santa Maria degli Angioli, poi detto degli Angiolini, sul terreno attiguo al Palazzo della Crocetta, ora Museo Archeologico.

 

Il Monastero della Crocetta stendeva invece i suoi orti ed i suoi chiostri lungo l’altro lato dell’antica Via Verzura, o Ventura, poi Laurenziana e Laura ed in uno di questi orti Suor Domenica del Paradiso avrebbe avuto anche la visione di Gesù, celebrata poi in un tabernacolo cinquecentesco posto sul retro, in Via Giusti.

 

Il Monastero venne fatto ingrandire dalla Principessa Maria Maddalena dei Medici, figlia piissima del Granduca Ferdinando I, la quale abitava il Palazzo della Crocetta, costruito nel 1619. Per poter visitare più comodamente le monache al di là della strada, si fece costruire un cavalcavia, ancora esistente, su Via Laura.   La stessa Principessa fece rimodernare ed abbellire dall’architetto Luigi Orlandi nel 1757 la chiesa ove era situata la sepoltura di Suor Domenica del Paradiso, venerata come Beata.

 

Alla soppressione dei conventi, il Monastero della Crocetta fu requisito e, dopo varie peripezie, le monache si trasferirono con le reliquie di Suor Domenica del Paradiso in Via Aretina.   La chiesa purtroppo fu in parte demolita ed inglobata nel moderno edificio che ospita ora l’Istituto Cesare Alfieri dell’Università di Firenze, già Archivio Generale della Corte dei Conti durante il periodo di Firenze Capitale. Proprio in quel periodo di Firenze Capitale, per soddisfare la subitanea esigenza derivata dall’afflusso di impiegati e funzionari dello Stato, le strutture del Convento della Crocetta, degli orti e dei chiostri furono riempite per ricavarne nuovi alloggi. Il Convento di Santa Maria degli Angeli fu trasformato nel 1785 dal governo lorenese in Conservatorio.

 

Venendo da Borgo Pinti, il primo cavalcavia, secondo in ordine cronologico, univa l’antico Convento degli Angiolini con il nuovo Conservatorio.

A sinistra, sull’angolo di Via della Pergola, si leva la parte tergale del Palazzo della Crocetta con il secondo cavalcavia, primo in ordine cronologico, fatto costruire dalla Principessa Maria Maddalena de’ Medici.

 

Al n° 48 si trova l’ingresso moderno dell’Istituto Cesare Alfieri costruito ove sorgevano la Chiesa della Crocetta e la sepoltura di Suor Domenica del Paradiso. Dal n° 50 al n° 60 sono le strutture ottocentesche che coprono il monastero, gli orti ed i vecchi chiostri della Crocetta. Al n° 64 un portone ottocentesco è attualmente l’ingresso della Conservatoria dei Registri Immobiliari, ma che fin dalla fine dell’Ottocento ai primi del Novecento appartenne alla famosa scuola di recitazione fondata e diretta dall’attore e storico di teatro Luigi Rasi.   Marino Moretti, allievo di quella scuola, diventato poeta e narratore, la rievocò in un libro intitolato proprio "Via Laura". Anche il suo caro amico Aldo Palazzeschi situa in Via Laura una della sue “Novelle” dedicata alla “Sora Cecchina”; mentre Vasco Pratolini situa all’angolo con Borgo Pinti la scena finale del suo primo romanzo “Il quartiere”, con la rappacificazione dei due protagonisti Valerio e Marisa. Forse non a caso il loro figlio si chiamerà Lorenzo.

Nella casa contraddistinta dal numero civico 56, visse a lungo e vi morì il famoso ed amatissimo narratore fiorentino Bruno Cicognani il quale anche ebbe occasione di parlare di Via Laura nella sua opera “Viaggio nella Vita”.

Sull’altro lato, il lungo muro senza aperture separa la strada dal giardino del Museo Archeologico con le tombe etrusche e le colonne romane, nel quale Gabriele d’Annunzio situa la sua iniziazione “sentimentale” (Faville del Maglio).

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